L'USB dropping si basa su un semplice meccanismo: lasciare una chiavetta USB in un luogo di passaggio con l'obiettivo di suscitare la curiosità di qualcuno e indurlo a collegarla per «vedere cosa contiene».
Utilizzo questa tecnica in contesti simulati per valutare la curiosità dei collaboratori e rafforzare i loro riflessi di sicurezza di fronte a supporti sconosciuti.

Che cos'è l'USB dropping?
L'USB dropping consiste nel lasciare intenzionalmente delle chiavette USB truccate in luoghi accessibili per indurre un dipendente a collegarle a un computer aziendale.
L'obiettivo: sfruttare la curiosità e le abitudini per introdurre un malware, aggirare le protezioni di rete o accedere alla postazione di lavoro.
Questi attacchi prendono spesso di mira:
- i collaboratori che lavorano in sede,
- gli spazi comuni (sale di ricreazione, parcheggi, corridoi),
- i team che gestiscono molti file,
- gli ambienti in cui circolano numerosi visitatori o fornitori di servizi.
Perché simulare l'USB dropping?
- Per sensibilizzare sui rischi legati ai supporti fisici, spesso sottovalutati.
- Per limitare l'introduzione di supporti sconosciuti nel parco informatico.
- Per rafforzare le precauzioni di base: non collegare mai un dispositivo di provenienza sconosciuta.
- Per valutare la vulnerabilità dei team negli spazi condivisi.
- Per incoraggiare la segnalazione di oggetti sospetti.

Come funziona?
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1. Creo un mini-programma di simulazione
Vi metto a disposizione un file da copiare su una chiavetta USB della vostra organizzazione.
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2. Riponete la chiave in un posto plausibile
Sala pausa, open space, reception, parcheggio… Scegliete l'ambiente più adatto alle vostre esigenze interne.
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3. Rilevo il collegamento della chiavetta
Quando la chiavetta viene inserita nel computer, il miniprogramma si avvia automaticamente e avvia la simulazione.
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4. Mostro subito interesse
Spiego cosa sarebbe successo in un vero attacco: i potenziali rischi, le possibili azioni dannose e gli indizi che avrebbero dovuto destare sospetti.
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5. Fornisco un riepilogo
Vi comunico se la chiave è stata inserita e quali buone pratiche è opportuno promuovere tra i collaboratori interessati.
Le buone pratiche fondamentali
- Non collegare mai una chiavetta USB trovata in un luogo pubblico o interno.
- Segnalare sempre qualsiasi supporto sospetto al reparto informatico.
- Utilizzare esclusivamente supporti approvati e controllati.
- Diffidare delle chiavi «dimenticate» in un ufficio o in un’auto.
- È bene ricordare che un attacco può verificarsi anche senza connessione a Internet.










