Oggigiorno gli attacchi informatici sono sempre più frequenti, in particolare quelli di tipo ransomware, più comunemente noti con questo nome in inglese. È il caso, ad esempio, di Sequedin, recentemente colpita da questo tipo di attacco informatico.
Si tratta quindi di un software nascosto all'interno di un'e-mail dannosa che, una volta aperta, crittografa i dati e ne blocca l'accesso. I criminali informatici richiedono quindi un riscatto in criptovaluta in cambio della decrittografia dei dati.
A tal fine, si sconsiglia vivamente di pagare qualsiasi riscatto. Infatti, il versamento di una somma di denaro non garantisce in alcun modo il recupero dei dati. Inoltre, ciò non fa altro che incoraggiare gli atti di cybercriminalità. Infine, i cybercriminali potrebbero approfittare dell’occasione per sottrarre anche i dati bancari.
Sequedin, vittima di un attacco informatico di tipo ransomware
ÈÈ quanto è accaduto lo scorso luglio al municipio di Sequedin, preso di mira da un ransomware.
I dipendenti si sono ritrovati davanti a schermi neri che indicavano l'importo del riscatto, stimato in 50.000 euro in bitcoin, e che bloccavano ogni attività del comune della regione Hauts-de-France.
L'assessore alla comunicazione e alle nuove tecnologie di Sequedine ha dichiarato che l'attacco sembrerebbe provenire dai paesi dell'Est. Ciò ha suscitato perplessità, dato che, secondo lui, i loro sistemi erano protetti.
«Non avevamo intenzione di cedere al ricatto, ed è proprio quello che ci hanno consigliato di fare quando abbiamo sporto denuncia.»
















